Il cane e le paure

Le paure sono, in realtà, reazioni fondamentali per l'evoluzione e per la sopravvivenza degli esseri viventi. L'importante è che non causino comportamenti abnormi

Anche il nostro cane prova paura e non certo perché sia un fifone. Anzi, la paura, per molti aspetti, è un meccanismo utilissimo legato alla sopravvivenza. È la paura, infatti, che mette in moto tutta una serie di reazioni che contribuiscono all’evoluzione della specie, permettendo di evitare tutto ciò che viene ritenuto una minaccia.

Dobbiamo però tenere presente che, per quanto il cane sia addomesticato da lungo tempo, resta pur sempre un animale che, dal punto di vista ancestrale, ha a che fare con paure che non hanno a che fare con l’ambiente urbano in cui vive. Questo significa che il nostro amico a quattro zampe percepisca come pericolo situazioni che magari non lo sono davvero. Ma, in altri casi, è utile che le percepisca come pericolose (come, per esempio, le macchine). La paura è sana fino a che con assume forme troppo serie. Altre paure possono essere affrontate insieme al nostro cane, per tranquillizzarlo.

In linea di massima sono tre gli atteggiamenti che, principalmente, denotano che il cane ha paura. Il primo atteggiamento, simile al nostro se ci pensiamo, è una sorta di irrigidimento. Succede che il cane si accovacci usando l’immobilità come “ascolto” a ciò che ha percepito come pericolo.

Un altro atteggiamento tipico e facilmente comprensibile è la fuga. Questo è, per il cane, il metodo più efficace; ma bisogna stare attenti perché può accadere che la fuga porti con sé conseguenze peggiori, come il non accorgersi per tempo dell’arrivo di una macchina, per esempio. Per questo, se conosciamo bene il nostro cane, dovremmo saper valutare quando si può liberarlo dal guinzaglio o meno.

Alla fuga, o meglio all’impossibilità di attuarla, è legato il terzo atteggiamento indice di paura: il combattimento. Quando si dice aggredire per difendersi si intende proprio questo. E questo comportamento può essere attuato anche in maniera improvvisa, senza cioéè necessariamente farlo precedere da un ringhio o da un abbaiare aggressivo.

Di solito a questi atteggiamenti si accompagnano gesti posturali piuttosto tipici, come la coda abbassata in mezzo alle gambe e le orecchie che si piegano quasi parallelamente al muso. Certo, in quei momenti forse non è possibile rendersene conto ma, se riuscissimo, ci accorgeremmo anche che le pupille del nostro amico sono dilatate. Ricordiamoci che può accadere che per il nostro cane anche una mano tesa di un estraneo può essere percepita come un pericolo.

Interessante sapere però che, oltre a questi che sono segnali esteriori, la paura provoca anche alcune alterazioni fisiche, esattamente come accade a noi umani. A parte le pupille dilatate di cui parlavamo prima, succede che muti anche la frequenza cardiaca; nei casi più intensi il cane può anche arrivare ad urinare o a defecare.

Sono molte le cose che un cane può avvertire come una minaccia e, quindi, come fonte di paura. A parte il classico caso di paura del temporale, vi sono cani che si spaventano per rumori improvvisi e violenti, alla vista di persone che tengono in mano oggetti come gli ombrelli. Spesso può causare paura anche un luogo, se associato ad un ricordo spiacevole per il cane: questo può essere osservabile quando si porta il nostro amico magari a fare l’annuale vaccinazione dal veterinario.

Se le paure non si manifestano con atteggiamenti eccessivi, il comportamento corretto, contrariamente a quanto si pensa, non è quello di accarezzarlo o coccolarlo: così gli si darebbe solo la conferma di avere ragione ad aver paura. Bisogna anzi ignorarlo, mettersi al massimo di fianco a lui facendosi vedere e sentire assolutamente tranquilli. Ovvio che molto dipende da come si è educato il nostro can agli stimoli esterni e da come gli si è fatto attraversare il periodo fondamentale per la socializzazione: periodo che va dalla quarta alla dodicesima settimana d’età.



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